Centro Europeo di Scienza di Pace, Integrazione e Cooperazione

Il Centro Europeo di Scienza della Pace, Integrazione e Cooperazione nasce con l’obiettivo di sviluppare e supportare la Scienza della Pace. Questa disciplina è in piena fase evolutiva come Scienza sociale interdisciplinare in diverse università, centri di ricerca e think tank, che si occupano di discipline quali: economia, relazioni internazionali, scienze politiche, ma anche sociologia, antropologia, antropologia della religione, psicologia. La Scienza della pace è sia una scienza positiva che una normativa. Dunque, la Scienza della pace si concentra prima sulle cause e le radici dei conflitti e poi sulla pianificazione di politiche per lo stabilimento di una pace duratura.

In particolare, l'attività del CESPIC sposa una visione della pace fondata su tre pilastri concettuali: (i) la Pace “interna”; (ii) la Pace tra gli stati, sistemi politici e comunità; (iii) la Pace come un bene pubblico globale.

(i): il CESPIC favorisce attività incentrate sui microfondamenti della Pace all’interno della società. Si considerino tra le varie: sviluppo locale, lotta alla povertà, ineguaglianze, conflitti tra le etnie e le minoranze religiose e la risoluzione di essi, giustizia sociale, rafforzamento della società civile e politiche economiche per la costruzione della pace.

(ii): il secondo pilastro si focalizza sulle problematiche e le dinamiche che sottendono il raggiungimento di una pace duratura tra gli stati e sistemi politici all’interno del sistema globale. In particolare, il CESPIC si concentra su modelli di interazione tra stati che vanno oltre la deterrenza e la corsa alle armi e che enfatizzano la cooperazione e l’integrazione tra gli stati.

(iii): il terzo pilastro considera la Pace come un bene pubblico globale e in questo senso enfatizza il ruolo e l’attitudine delle Istituzioni globali in grado di (a) mantenere la pace in scenari post-conflitto; (b) sviluppare politiche economiche globali; (c) contrastare problematiche globali come il cambiamento climatico, il terrorismo, le migrazioni forzate e il crimine transnazionale.