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Il volvolo gastrico intratoracico acuto rappresenta una condizione rara, difficile da diagnosticare e da trattare. Consiste in una rotazione organo-assiale di 180° che si associa a ostruzione gastrica o addirittura ad un strangolamento. Una condizione ancora più rara è il volvolo gastrico provocato da un’ernia diaframmatica da scivolamento con dislocazione dello stomaco o di parte di esso nell’emitorace.La presentazione clinica classica del volvolo gastrico è quella descritta da Borchardt, e consiste in una triade: dolore epigastrico intenso, vomito seguito da conati senza vomito e difficoltà o impossibilità di passare un sondino naso-gastrico nello stomaco. Lo studio per immagini, cominciando dal semplice radiogramma diretto del torace mostra un livello idro-aereo di tipo gastrico in corrispondenza dei segmenti polmonari inferiori, può far sospettare la diagnosi ed indicare la necessità di un intervento immediato per tentare di evitare una catastrofe vascolare dello stomaco con danni ischemici, perforazione o emorragia. Presentiamo il caso di un uomo di 58 anni giunto al Dipartimento di Emergenza con un dolore epigastrico ad insorgenza acuta ma di entità moderata, che vomitava già da 4 ore. Ad un iniziale radiogramma diretto del torace ha fatto seguito una CT, una endoscopia del tratto digestivo superiore ed un esame contrastografico esofago- gastro-duodenale e quindi portato al tavolo operatorio. All’intervento lo stomaco erniato è stato ridotto al di sotto del diaframma, che liberato dalle aderenze è stato riparato, confezionando un classico intervento antireflusso secondo la tecnica di Boix-Ochoa. Nel postoperatorio immediato e nei tre mesi successivi il paziente non ha più sofferto di dolori o di difficoltà all’alimentazione.

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